La Carpa Koi. Il Galileo degli stagni.

Da pulitore di acque stagnanti a simbolo di forza, coraggio e perseveranza. Eh sì, perchè provateci voi a spalare liquami tutto il giorno, tutti i giorni.

I LABIRINTI DELLA MENTE

1/15/20262 min read

Immagino la scena: questo bel pesciolone buttato in un lago putrido, a cui augurano semplicemente buona fortuna, con una pacca di pinna laterale sulle squame. Inizialmente utilizzata nelle risaie, con lo scopo di tenere pulito il fondo e nutrirsi di insetti e larve che avrebbero potuto intaccare le coltivazioni; divenuta nel tempo la regina degli stagni, presenze silenziose ma eloquenti, attraverso miti e leggende.

Si narra che un gruppo di carpe tentò di risalire il fiume Drago, alla ricerca della porta del Drago. Improvvisamente il branco si trovò di fronte un'imponente cascata. Una carpa tentò di risalirla e alla fine, dopo tanto sforzo e fatica, riuscì ad arrivare alla meta. Gli dei, sorpresi da tanta tenacia e resistenza, decisero di donare alla carpa i poteri di immortalità e saggezza. La Koi non si lascia trascinare, viaggia controcorrente: sceglie la sua direzione, affronta il flusso e lo domina.

Ma è anche un tranquillo animale da stagno. Dotata di notevole memoria, capace di riconoscere persone e luoghi che la nutrono, alcuni uomini la addestrano a prendere il cibo dalle mani. Osservarla nuotare è una pratica di contemplazione: presenza mentale ad ogni movimento lento, riflessi sulla superficie dell'acqua che rimandano all'impermanenza delle cose, ogni carpa in uno stagno non è solo un elemento decorativo; sono presenze silenziose, ma eloquenti. In un mondo che corre veloce, anche la calma e la lentezza possono essere una forma di potenza: risparmio energetico in tempi di quiete, tenaci e resistenti quando la corrente rema contro. La carpa stupisce risalendo la corrente e dimostrando una forza che resta invisibile nella torbidità dello stagno.

Nella filosofia orientale la Koi è associata al concetto di Yin e Yang, l'equilibrio tra forze opposte e complementari. In particolare, nel caso della nostra amica, all'unione tra maschile e femminile, tra forza e gentilezza, tra azione e contemplazione. Nessuna dualità è assoluta ma parte di un tutto perfetto. Queste forze in armonia sono necessarie per il successo nella vita e il simbolismo si riflette nella necessità umana di integrare luce e ombra, successo e fallimento, quiete e movimento. Non in contrasto, ma come parti dello stesso percorso. Non c'è crescita senza difficoltà, né forza senza vulnerabilità. E sarà proprio in questa danza tra resistenza e slancio che l'essere umano troverà la propria trasformazione.

Quella della carpa Koi è una storia che amiamo, perché parla di riscatto, di fatica che diventa gloria, un po' come quando iniziamo una nuova fase della vita convinti che dopo tanto impegno qualcosa di straordinario accadrà… SPOILER: a volte accade davvero. Altre volte il massimo della trasformazione è diventare solo più stanchi, ma consapevoli. Ci sono giorni in cui siamo azione pura, pieni di energia e decisioni coraggiose e altri in cui l'unico atto eroico è restare a galla senza mollare tutto. Forse il vero insegnamento della carpa Koi non è la promessa di una trasformazione spettacolare, ma la capacità di continuare a nuotare con dignità anche quando la corrente è fastidiosa e il drago sembra in ferie. Nel mare delle possibilità, sii carpa.

Giardino botanico di Valencia